Cappotto termico: interno o esterno, e quando conviene
«Il cappotto termico conviene?» e «meglio interno o esterno?» sono le due domande che si fanno tutti. Qui trovi le risposte, con le indicazioni di ENEA e di ANIT e senza promesse di risparmio: quelle dipendono dalla tua casa. In breve: l'esterno funziona meglio, l'interno costa meno e si usa quando fuori non si può.
Com'è fatto un cappotto termico
Sulle pareti si incollano pannelli isolanti, fissati anche con tasselli; sopra si stende una rasatura con una rete d'armatura e alla fine la finitura. Lavora come un sistema: se un pezzo è posato male, ne risente tutto.
Esterno: la soluzione più efficace
Per ENEA isolare dall'esterno è la soluzione più efficace per un edificio. Si lavora sulla facciata, quindi le stanze restano come sono.
In compenso è un lavoro su tutta la facciata e, se abiti in condominio, a decidere è l'assemblea.
Interno: quando fuori non si può
Il cappotto interno costa meno e richiede lavori più contenuti, ma riduce un po' lo spazio delle stanze e può far spostare termosifoni, prese e interruttori. Si sceglie, per esempio, quando sulla facciata non si può intervenire.
Quando conviene
Il momento migliore per il cappotto esterno è quando la facciata va comunque rifatta: secondo ENEA è lì che conviene di più. Per il resto la scelta dipende dallo stato dell'edificio e dal budget, e va fatta con un tecnico.
Su questo sito non trovi percentuali di risparmio: dipendono da com'è fatta la tua casa e da come viene posato il cappotto.
E la muffa?
È una delle ricerche più frequenti. Secondo ANIT, l'associazione nazionale per l'isolamento termico, isolare una parete che oggi non è isolata in generale riduce il rischio di muffa e condensa sulla parete.
Con l'isolamento dall'interno, invece, prima di posare serve una verifica del rischio di muffa e condensa fatta da un tecnico.
Se oggi in casa hai muffa, fotografala e mandacela: al sopralluogo si guarda da dove viene, prima di decidere che isolamento fare.
Il punto delicato: le finestre
Intorno a finestre e porte il cappotto incontra il serramento. Secondo Cortexa, il consorzio del sistema a cappotto, è un punto da curare: il raccordo deve tenere fuori acqua e aria, reggere i movimenti del serramento e non lasciare ponti termici. Al sopralluogo chiedi come verrà fatto.
Quanto deve essere spesso?
È un'altra domanda molto cercata. Lo spessore dipende dalla casa e dal materiale isolante, e lo stabilisce il tecnico con un calcolo: non c'è una misura giusta per tutte le case.
Le domande da fare prima di decidere
- quale isolamento propone, esterno o interno, e perché
- come verranno trattati finestre, davanzali e balconi
- chi controlla la posa mentre si lavora
- come si vive in casa durante i lavori
Cosa si guarda al sopralluogo
- com'è la facciata, e se l'intonaco è rovinato
- dove ci sono muffa o umidità, e da quanto tempo
- finestre, davanzali e balconi, dove il cappotto si raccorda
- se la casa è singola o in condominio
Da dove partire
Mandaci il comune, una foto della facciata e, se c'è, una della muffa; se abiti in condominio, anche il contatto dell'amministratore. Ti richiamiamo e, con il tuo ok, ti mettiamo in contatto con Edil Planet per il sopralluogo gratuito con il titolare.
Hai un lavoro da fare?
Il lavoro di cui parla questa guida: Cappotto termico a Bergamo